Da qualche tempo è cresciuta l'attenzione delle persone (gli utenti) e dei mezzi di comunicazione (i divulgatori) nei confronti dell'architettura bioecologica e delle fonti di inquinamento correlate agli edifici.
Per fare chiarezza è opportuno rilevare che con il termine edifici intendiamo l'abitazione di residenza ma anche l'ufficio, il negozio, la fabbrica, la palestra ecc., ovvero tutti gli ambienti confinati (chiusi) dove trascorriamo la maggior parte del tempo della nostra vita.
Nell'aria che respiriamo in questi luoghi sono spesso presenti sostanze biologiche, chimiche e fisiche che sono 'naturalmente' assenti nell'aria esterna pura; tali sostanze rappresentano il cosiddetto inquinamento indoor, ovvero l'inquinamento interno dei locali, e sono la causa diretta di patologie più o meno gravi o fastidiose nelle quali possiamo incorrere durante la nostra esistenza.
Negli ultimi decenni sono state coniate alcune espressioni tecniche he sintetizzano il crescente interesse da parte della comunità scientifica ufficiale per lo studio delle malattie derivanti dalla sosta, prolungata nel tempo, in ambienti chiusi malsani.
Di seguito elenchiamo le tre definizioni più note con le relative traduzioni e spiegazioni sintetiche: # SICK BULDING SYNDROME [SBS], sindrome da edificio malato. È relativa alle sintomatologie statisticamente rilevate e significative presentate da gruppi di persone dimoranti prevalentemente in grandi edifici. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si tratta di reazioni patologiche dell'organismo umano al microclima interno insalubre causato dalla esposizione a diversi agenti o da difetti dei sistemi di ventilazione (naturali o meccanici). # BUILDING RELATED ILLNESS [BRI], malattia correlata all'edificio. Indica la patologia provocata direttamente dall'edificio in presenza di un quadro clinico ben definito e con l'evidenziarsi di malattie la cui origine è direttamente conseguente ai materiali insalubri presenti negli ambienti confinati. # INDOOR POLLUTION [IP], inquinamento interno. È correlato alle attività di vita domestica o lavorativa negli ambienti confinati.
Diciamo subito che il nostro interesse prevalente, in questa sede, è rivolto a quelle patologie che generano alterazioni del benessere generale e che danno origine a tanti piccoli disturbi che spesso siamo abituati a tollerare ma dei quali potremmo e vorremmo fare volentieri a meno. Irritazioni agli occhi, tosse, mal di testa, affaticamento, nausea, capogiri, irritazioni cutanee e delle vie respiratorie sono solo alcuni dei sintomi più frequenti di queste patologie da inquinamento interno.
Finestre a perfetta tenuta, murature o tamponamenti esterni con materiale isolante sintetico e/o barriere al vapore, intonaci a base di cemento, tinteggiature impermeabili sintetiche, possono essere responsabili delle ridotte o addirittura inibite capacità di permeabilità e diffusione del vapore acqueo, contribuendo sensibilmente all'inibizione del ricambio d'aria e della ventilazione all'interno dei locali: le conseguenze sono l'incremento dell'umidità relativa e l'aumento della temperatura all'interno del locale, condizioni caratterizzanti il cosiddetto stato di 'pesantezza dell'aria' (queste condizioni favoriscono, inoltre, la sopravvivenza e la proliferazione di muffe e microrganismi nocivi).
Molti prodotti per la pulizia dei locali e per l'igiene personale, tappeti, moquettes, tappezzerie, mobili, fumo di sigaretta e combustione alimentata da sostanze liquide o gassose, rilasciano o producono -più o meno lentamente- nell'aria che respiriamo i cosiddetti VOC -composti organici volatili- che hanno effetti dannosi diretti sulla nostra salute.
Condizioni fondamentali ed elementari per limitare o evitare le conseguenze nocive accennate, sono: # l'uso di materiali costruttivi ad elevato potere di permeabilità al vapore acqueo e all'aria, # la rinuncia all'utilizzo di barriere al vapore e di isolanti sintetici, # l'abitudine ad adeguati ricambi d'aria, ancor più necessaria per quei locali ove si producono fiamme libere come ad esempio la cucina (per chi abita in città il consiglio è di privilegiare le ore in cui il traffico è minore e le finestre che non diano direttamente su strada); # l'abitudine a non fumare al chiuso; # il mantenimento di una efficiente condizione di pulizia degli ambienti.
Per la pulizia interna è importante fare attenzione ai prodotti che si utilizzano. Molti di questi contengono biocidi di origine chimica (pentaclorofenolo, idrocarburi aromatici, aldeidi, terpeni, formaldeide, ecc.) che possono causare irritazioni ed infiammazioni cutanee, delle vie respiratorie e delle mucose. Appare evidente come, per una migliore qualità della vita, si debba cercare di evitare (o limitare) l'uso di detergenti e/o disinfettanti contenenti tali sostanze, soprattutto in presenza di bambini (che sono particolarmente sensibili sia a livello cutaneo e sia a livello delle vie respiratorie) e/o persone allergiche o ipersensibili. Ove ció non risulti tuttavia possibile, è necessario seguire attentamente le istruzioni per l'uso dei prodotti che debbono essere chiaramente evidenziate sulla confezione, congiuntamente alla loro composizione ed all'etichette che indicano il tipo di pericolo.
In generale tutti i prodotti di questo tipo vanno conservati con il tappo ben avvitato in idonei armadi chiusi, per evitare che disperdano sistematicamente i VOC che contengono. Dopo l'uso è opportuno procedere sempre all'arieggiamento dei locali per far si che una buona parte di essi si dissolva al più presto e non rimanga nell'ambiente confinato.
arch. Federico Morchio f.morchio@iperpiano.eu
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nasce a Ovada (AL).
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nato a Brindisi nel 1963, si laurea nel 1988 in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi di Parma.
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inserito Venerdì 25, Novembre 2011 da Federico MORCHIO
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