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  • Uno de' maggiori vantaggi, che si possa trarre dall'acqua piovana, e' di radunarla in serbatoj sotterranei, che si chiamano cisterne, dove, quando ella si e' purificata traversando per sabbia di fiume, si conserva molti anni senza corrompersi

    Francesco Milizia, Principi di architettura civile (1781)

  • Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo

    Cesare Pavese, La luna e i faló (Einaudi 1950)

  • Il problema è come inculcare una tensione all'armonia con la terra in persone che hanno, in larga parte, dimenticato che esiste qualcosa che si chiama terra, e per le quali istruzione e cultura sono diventati quasi sinonimo di abbandono della terra. Questo e' il problema dell'educazione a conservare

    Aldo Leopold

  • ...se poi si scavasse in un terreno duro, oppure non si trovasse a qualunque profondita' vena d'acqua, allora debbonsi raccoglier le acque, o dai tetti, o da altri luoghi alti, nelle cisterne con lastrico di smalto. ..... Codeste conserve d'acqua, ove si costruiscano duplicate o triplicate, in modo che dall'una all'altra si possano tramutare colando le acque, ne renderanno assai piu' salubre l'uso; imperocche' se vi e' un luogo al fondo ove depositi il fango, rimarra' piu' limpida l'acqua, e senza odore, e conservera' il suo natural sapore

    Vitruvio, De Architettura

  • L'urbanista è come un chirurgo, se quest'ultimo per sbaglio incide o taglia un organo che non doveva, potrà anche riparare l'errore ma l'organo rimarrà comunque lesionato. Se invece si sbaglia un edificio al limite si potrà anche demolirlo e rifarlo ex novo, ma buttare a terra una città per rifarla daccapo non so proprio se è possibile

    Luigi Piccinato, architetto

  • Quando un popolo non ha piu' senso vitale del suo passato si spegne. La vitalita' creatrice e' fatta di una riserva di passato. Si diventa creatori anche noi, quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli e' una ricca vecchiaia

    Cesare Pavese

  • La ragione è un lume; la Natura vuol essere illuminata dalla ragione, non incendiata

    Giacomo Leopardi, Zibaldone (1817-1818)

  • Ho chiuso gli occhi per vedere

    Paul Gauguin

  • Spezzare l' atomo è stato un gioco da ragazzi, sarei stato più orgoglioso di me se avessi spezzato un pregiudizio

    Albert Einstein

  • Il mezzo puó essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c'è tra seme e albero

    Gandhi

iperPIANO a Paesaggio Dolce

inserito Mercoledì 9, Dicembre 2015 da Roberto TOGNETTI

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In questa esperienza i risultati riassumibili negli schemi progettuali elaborati dai corsisti con il concorso dei vari docenti e tutor sono sorprendenti per qualità, livello di innovazione responsabile, contenuti di sostenibilità, freschezza di tono e modernità di linguaggio adottato. Pur rimanendo di fatto dei puri layout meta-progettuali rivelano capacità di visione e di indirizzamento delle politiche attive verso cui orientare effettivamente nuove pratiche di comunità per le scale dell'abitare.

Tali risultati sono stati ottenuti d'altra parte con una tempistica e una dotazione finanziaria minima rispetto a quella che sarebbe stata necessaria attraverso la normale filiera amministrativa della programmazione delle opere pubbliche e delle politiche territoriali previste dalla strumentazione urbanistica. Certo i percorsi sono solo parzialmente confrontabili: troppo libero il contesto progettuale adottato in ambito formativo, rispetto ai vincoli e alla complessità di un iter di ordinaria legittimazione giuridica. Tuttavia la divaricazione quali-quantitativa rimane straordinariamente aperta, proprio per l'efficacia-efficienza della prima sulla seconda. La questione infatti non è solo dei tempi e dei costi, ma riguarda anche la condizione di pervasività, visibilità, apertura dei processi innescati, del livello dei soggetti coinvolti e di tanti altri fattori per così dire socio-ambientali che pongono nettamente in primo piano questo nuovo modo di progettare attraverso intelligenze e conoscenze collettive piuttosto che competenze ordinarie convenzionalmente delegate secondo gli schemi normativi correnti.

Imparagonabili gli impatti tra i due approcci in termini di condivisione e partecipazione nel primo caso rispetto alla ristretta ordinarietà della normale procedura dove pochi decisori si rapportano con un centro di competenza incaricato, magari a volte di altissima levatura professionale (anche se in molti casi si rileva purtroppo anche l'esatto contrario), ma ció nonostante 'chiuso' dentro uno schema operativo che non si nutre di sufficienti scambi con il mondo esterno. Il tema è stato naturalmente proposto alla discussione sia alla scala micro dell'amministrazione locale nei confronti del Sindaco di Lizzanello, Costantino Giovannico  e sia alla scala macro con  l'Assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Sebastiano Leo.

L'impressione ricevuta è che serva proseguire e rendere più frequenti queste esperienze e soprattutto serve garantire seguito e continuità a quelle che hanno già generato dei risultati progettuali tangibili come in questo caso.

Le mie conclusioni sono riassumibile nell'espressione riportata anche sui social web come narrazione pubblica «Abbiamo creato una infrastruttura cognitiva che dovrebbe essere offerta anche ad uno scenario economico più complesso».

Sono certamente convinto quindi in conclusione che:

1- lo sviluppo sostenibile deve essere perseguito da nuove forme di dialogo tra economia e ambiente;

2- le normali procedure previste da leggi e regolamenti siano sempre di più percorsi ad alto tasso di 'aridità' rispetto al altri itinerari più aperti e partecipati che si qualificano in modo trasparente come contesti alto tasso di 'fertilità'.

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Avete letto la relazione relativa agli interventi svolti domenica 29 novembre 2015 e che hanno riguardato i temi seguenti:
 
• 'Connessioni tra vivibilità del territorio e sviluppo' con l'obiettivo: indagare il concetto di paesaggio attraverso le connessioni Ce interferenze) tra l'opportunità della tutela e la necessità di promuovere lo sviluppo dei territori. E ció con la partecipazione di: Antonio Angelillo (progettazione del paesaggio); Roberto Tognetti (rigenerazione creativa della città); Carmelo Maria Torre (estimo e pianificazione territoriale).

• 'Rivivere gli spazi urbani' con l'obiettivo: introdurre una riflessione su come i cambiamenti sociali, culturali ed economici impongono un ripensamento del concetto di città a tutti i livelli della pianificazione. E ció con la partecipazione di: Roberto Tognetti (rigenerazione creativa della città); Carlo Infante (changemaker); Ivano Neri (progettazione ecosostenibile); Francesco Piero Paolicelli (digital champion).

Sono altresì intervenuti: Ettore Bambi come moderatore e come referenti politico-amministrativi: il Sindaco di Lizzanello, Costantino Giovannico  e l Assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Sebastiano Leo.

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Il Paesaggio Dolce (Pratiche di comunità per le scale dell'abitare)',
progetto cofinanziato da Unione Europea, Ministero del Lavoro e Regione Puglia con Avviso 7/2015 Asse VII- Capacità Istituzionale- 'Percorsi di formazione Assetto del Territorio' approvato con Determinazione Dirigenziale n. 220 del 26/06/2015 sul BURP n. 95 del 02/07/2015 e approvato con Determinazione dell'Autorità di Gestione P.O. F.S.E. Puglia 2007/2013 n. 376 del 28/09/2015 pubblicata sul BURP n. 128 del 01/10/2015

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Laurea in Architettura conseguita nel 1971 presso il Politecnico di Milano.
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