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  • è bello girare la collina insieme al cane: mentre si cammina, lui fiuta e riconosce per noi le radici, le tane, le forre, le vite nascoste, e moltiplica in noi il piacere delle scoperte

    Cesare Pavese, La casa in collina (Einaudi 1948)

  • C'è un ruolo e una funzione per la bellezza nel nostro tempo

    Tadao Ando

  • When we try to pick out anything by itself, we find it hitched to everything else in the universe.'
    [Quando proviamo a tirare via qualcosa per se stessa ci rendiamo conto che era attaccata a qualcos'altro nell'universo]

    John Muir (1838-1914)

  • Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo

    Cesare Pavese, La luna e i faló (Einaudi 1950)

  • Amore e rispetto per la vita in tutte le sue manifestazioni, con la consapevolezza che non le cose, il potere e tutto cio' che e' morto, bensi' la vita e tutto quanto pertiene alla sua crescita hanno carattere sacro

    Erich Fromm, Avere o essere?

  • Nella lotta tra te e il mondo, stai dalla parte del mondo

    Frank Zappa

  • I paesi ricchi, che sovvenzionano la loro agricoltura a un ritmo di un miliardo di dollari al giorno, proibiscono le sovvenzioni all'agricoltura nei paesi poveri. Raccolto record sulle rive del fiume Mississippi: il cotone nordamericano innonda il mercato mondiale e fa precipitare i prezzi. Raccolto record sulle rive del fiume Niger: il cotone africano rende cosi' poco che non vale nemmeno la pena di raccoglierlo

    Eduardo Galeano, Il pianeta dei paradossi

  • Soffiando in mezzo ai boschi, qua piu' forte, la' piu' adagio, il vento si divertiva a suonare; allora si udivano venir fuori dalla foresta lunghe canzoni, simili alquanto ad inni sacri

    Dino Buzzati, Il segreto del Bosco Vecchio

  • Che belle parole se si potesse scrivere con un raggio di sole. Che parole d'argento se si potesse scrivere con un filo di vento

    Gianni Rodari, Calamaio

  • Chi sogna anche di giorno sa molte piu' cose di chi sogna solo di notte

    Edgar Allan Poe

Forum di transizione industriale

AREA:  Supporti gestionali e organizzativi



 


 


 


 

Per un futuro migliore: non da prevedere, ma "da fare"
Il Forum di transizione industriale è uno strumento di ascolto, di indirizzo e di supporto ai sistemi economici locali, dove le parole d'ordine devono diventare:
  • credere nelle proprie idee;
  • assumere i rischi necessari;
  • sviluppare gli investimenti che servono;
  • procedere ciascuno nel proprio campo (imprese, famiglie, territori);
  • creare le ragioni sociali e politiche per costruire insieme un futuro possibile;
  • costruire il futuro mettendo in gioco la propria identità e le proprie differenze rispetto agli altri. Molti paesi lo stanno facendo e noi siamo in ritardo.
  • Nessuno investimento tecnologico (la soluzione viene interamente gestita in outsourcing e il personale non deve avere particolari conoscenze tecniche);
  • Statistiche di accesso, fondamentali per valutare l'efficacia dei singoli servizi attivati e per migliorare costantemente il sito.
Oltre la perenne crisi italiana
Attraverso il Forum di transizione industriale è possibile andare oltre la sfida tra "declinisti" e "continuisti", sapendo che:
  • il modello italiano è originale, diverso dagli altri, per la presenza dell'imprenditorialità diffusa e per l'organizzazione in distretti e filiere;
  • questa differenza non ne fa un capitalismo malato, destinato solo a soffrire;
  • ma ha una sua forza: finora ha dato buoni risultati tranne una battuta d'arresto negli ultimi tempi;
  • una discontinuità è però necessaria: un ciclo di sviluppo è finito, bisogna ricrearne di nuovi, ma sfruttando ciò abbiamo già fatto senza ripartire ogni volta da zero.
Le due sfide da raccogliere in chiave di identità
  • La globalizzazione dei mercati ha creato un'ECONOMIA DELLE DIFFERENZE in cui la concorrenza si fa partendo da basi di costo differenziate (costo del lavoro, ecc.) che devono essere compensate da differenziali cognitivi di pari importanza;
  • La smaterializzazione del valore ha creato un'ECONOMIA DELLA CONOSCENZA dove si vendono idee, creatività e servizi, e non (solo) prodotti materiali.
Per vincere queste sfide, l'economia italiana deve realizzare un doppio riposizionamento
  • Valorizzare la sua differenza distintiva cambiandole senso. Attraverso: la valorizzazione dei sistemi locali come risorsa competitiva unica, difficilmente imitabile, nelle reti globali; arricchire i prodotti materiali investendo sulla qualità, sui significati e sui servizi che il cliente apprezza ed è disposto a pagare;
  • Costruzione di un'economia della conoscenza adeguata da un paese ad alto costo del lavoro, che compete sulla base di conoscenze auto-prodotte (originali ed esclusive) frutto di investimenti ed innovazioni che segnano una discontinuità rispetto a quanto accaduto nel ciclo di crescita del recente passato.

 




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