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  • L'antica distinzione tra uomo e natura, tra abitante di città e abitante di campagna, tra greco e barbaro, tra cittadino e forestiero, non vale più: l'intero pianeta e' ormai diventato un villaggio, e di conseguenza il piu' piccolo dei rioni deve essere progettato come un modello funzionale del mondo intero

    Lewis Mumford, La citta' nella storia (1961)

  • You don't need a weatherman to know which way the wind blows
    [Non hai bisogno di un meteorologo per sapere da che parte tira il vento]

    Bob Dylan, da Subterranean Homesick Blues nell'album Bringing it all back Home 1965

  • Costruire, significa collaborare con la terra, imprimere il segno dell'uomo su un paesaggio che ne resterà modificato per sempre; contribuire inoltre a quella lenta trasformazione che è la vita stessa delle città

    Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano (1951)

  • Quality is never an accident; it is always the result of intelligent effort

    John Ruskin

  • Siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo

    Gandhi

  • Obbedire a natura in tutto è il meglio

    Francesco Petrarca

  • Quando arriva la prosperità non sprecatela tutta

    Confucio

  • Le città sono da sempre crocevia di culture e costituiscono il centro da cui si diramano le forze di sviluppo e di globalizzazione che stanno guidando il Pianeta

    Kofi Annan (7 Giugno 2001, Urban Millennium)

  • Se fossimo soli l'immensità sarebbe davvero uno spreco

    Isaac Asimov

  • When we try to pick out anything by itself, we find it hitched to everything else in the universe.'
    [Quando proviamo a tirare via qualcosa per se stessa ci rendiamo conto che era attaccata a qualcos'altro nell'universo]

    John Muir (1838-1914)

Forum di transizione industriale

AREA:  Supporti gestionali e organizzativi



 


 


 


 

Per un futuro migliore: non da prevedere, ma "da fare"
Il Forum di transizione industriale è uno strumento di ascolto, di indirizzo e di supporto ai sistemi economici locali, dove le parole d'ordine devono diventare:
  • credere nelle proprie idee;
  • assumere i rischi necessari;
  • sviluppare gli investimenti che servono;
  • procedere ciascuno nel proprio campo (imprese, famiglie, territori);
  • creare le ragioni sociali e politiche per costruire insieme un futuro possibile;
  • costruire il futuro mettendo in gioco la propria identità e le proprie differenze rispetto agli altri. Molti paesi lo stanno facendo e noi siamo in ritardo.
  • Nessuno investimento tecnologico (la soluzione viene interamente gestita in outsourcing e il personale non deve avere particolari conoscenze tecniche);
  • Statistiche di accesso, fondamentali per valutare l'efficacia dei singoli servizi attivati e per migliorare costantemente il sito.
Oltre la perenne crisi italiana
Attraverso il Forum di transizione industriale è possibile andare oltre la sfida tra "declinisti" e "continuisti", sapendo che:
  • il modello italiano è originale, diverso dagli altri, per la presenza dell'imprenditorialità diffusa e per l'organizzazione in distretti e filiere;
  • questa differenza non ne fa un capitalismo malato, destinato solo a soffrire;
  • ma ha una sua forza: finora ha dato buoni risultati tranne una battuta d'arresto negli ultimi tempi;
  • una discontinuità è però necessaria: un ciclo di sviluppo è finito, bisogna ricrearne di nuovi, ma sfruttando ciò abbiamo già fatto senza ripartire ogni volta da zero.
Le due sfide da raccogliere in chiave di identità
  • La globalizzazione dei mercati ha creato un'ECONOMIA DELLE DIFFERENZE in cui la concorrenza si fa partendo da basi di costo differenziate (costo del lavoro, ecc.) che devono essere compensate da differenziali cognitivi di pari importanza;
  • La smaterializzazione del valore ha creato un'ECONOMIA DELLA CONOSCENZA dove si vendono idee, creatività e servizi, e non (solo) prodotti materiali.
Per vincere queste sfide, l'economia italiana deve realizzare un doppio riposizionamento
  • Valorizzare la sua differenza distintiva cambiandole senso. Attraverso: la valorizzazione dei sistemi locali come risorsa competitiva unica, difficilmente imitabile, nelle reti globali; arricchire i prodotti materiali investendo sulla qualità, sui significati e sui servizi che il cliente apprezza ed è disposto a pagare;
  • Costruzione di un'economia della conoscenza adeguata da un paese ad alto costo del lavoro, che compete sulla base di conoscenze auto-prodotte (originali ed esclusive) frutto di investimenti ed innovazioni che segnano una discontinuità rispetto a quanto accaduto nel ciclo di crescita del recente passato.

 




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