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  • Una grandissima parte di quello che noi chiamiamo naturale, non è; anzi è piuttosto artificiale: come a dire, i campi lavorati, gli alberi e le altre piante educate e disposte in ordine, i fiumi stretti infra certi termini e indirizzati a certo corso, e cose simili, non hanno quello stato né quella sembianza che avrebbero naturalmente. In modo che la vista di ogni paese abitato da qualunque generazione di uomini civili, eziandio non considerando le città, e gli altri luoghi dove gli uomini si riducono a stare insieme; è cosa artificiata, e diversa molto da quella che sarebbe in natura

    Giacomo Leopardi (1798- 1837), poeta, scrittore e filosofo italiano. Operette morali, Elogio degli uccelli

  • Ho chiuso gli occhi per vedere

    Paul Gauguin

  • Non ho paura delle parole dei violenti; mi preoccupa molto il silenzio degli onesti

    Martin Luther King

  • La città è quel luogo dove un bambino, percorrendola, puó vedere qualcosa che gli suggerisce quello che vorrà fare da grande

    Louis Kahn

  • non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi

    Antoine de Saint-Exupéry 'Il piccolo principe'

  • Quality is never an accident; it is always the result of intelligent effort

    John Ruskin

  • fallire di nuovo, fallire meglio

    Samuel Beckett

  • La natura non si fa mai sorprendere in vestaglia

    Ralph Waldo Emerson (1803-1882), poeta, filosofo e saggista americano

  • Il nostro sconforto di fronte alla bellezza è senza dubbio radicato nel modo in cui abbiamo danneggiato il paesaggio, in quel che si rappresenta, come la nostra incapacità di rimediare ai danni e nell'evidenza che pochi di noi possono ancora sperare di possedere un lembo di terra intatto

    Robert Adam (davanti al degrado del paesaggio americano)

  • Come i germogli crescendo dànno origine a nuovi germogli, e questi, se vigorosi, si ramificano e superano da ogni parte un ramo più debole, così per generazione io credo sia avvenuto per il grande albero della vita, che riempie la crosta terrestre con i suoi rami morti e rotti e ne copre la superficie con le sue sempre rinnovantisi, meravigliose, ramificazioni

    Charles Darwin, L'origine delle specie [titolo originale: On the Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life, 1859]

CONTRASTO ALLA VULNERABILITA' SISMICA

AREA:  Progettazione sostenibile


Limosano (CB): danni sisma 2002
Limosano (CB): danni sisma 2002

Limosano (CB): fragilità sistema suolo-edifici
Limosano (CB): fragilità sistema suolo-edifici

Limosano (CB): demolizioni 2010
Limosano (CB): demolizioni 2010

Ripabottoni (CB): cratere sisma 2002
Ripabottoni (CB): cratere sisma 2002

Cos'è lo Studio per il Contrasto alla Vulnerabilità? Sismica
E' uno strumento di analisi qualitativa del tessuto urbano, applicabile prevalentemente nei centri storici, inteso come supporto all'attività di pianificazione urbana e di emergenza, che mira all'evidenziazione e al superamento delle criticità presenti dovute alla vulnerabilità sismica del sistema suolo-edifici.

Come funziona
Lo studio si basa principalmente sul rilievo-censimento speditivo degli edifici esistenti effettuato con l'ausilio di apposite schede pre-impostate per la raccolta standardizzata dei dati relativi all'anagrafe storica, strutturale, tecnologica, tipologica e geometrica del singolo fabbricato, dell'aggregato di cui è parte, e infine del contesto urbano in cui è inserito.
I risultati dello studio sono restituibili su più livelli di lettura, così da poter essere utilizzati in base al grado di approfondimento richiesto dalle applicazioni successive: dall'archiviazione conoscitiva della situazione edilizia esistente alla creazione di un database completo necessario per la pianificazione urbanistica particolareggiata e per la programmazione degli interventi mirati all'eliminazione della vulnerabilità stessa (demolizioni, diradamenti del tessuto edilizio, adeguamento sismico degli edifici).

Gli strumenti
Lo strumento operativo più importante è la scheda di rilievo e analisi della vulnerabilità, sulla falsariga di quelle già usate dalla Protezione Civile e dal CNR, che ai dati generali relativi all'edificio (ANAGRAFICO-IDENTIFICATIVI: ubicazione, dati catastali, epoca di costruzione, utilizzazione; TIPOLOGICI; TECNOLOGICI; STRUTTURALI, DIMENSIONALI; MORFOLOGICI), aggiungerà quelli propri del rischio e della vulnerabilità .
Il tecnico rilevatore dovrà essere adeguatamente informato e preparato all'identificazione sul campo degli aspetti salienti richiesti per una corretta compilazione della scheda.
L'implementazione della scheda di rilievo è propedeutica alla fase di studio vera e propria che condurrà all'elaborazione dei risultati da utilizzare nelle successive applicazioni.

 



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